and so, maybe: maybe metal hides some other way of Expression. Maybe: in seeing it move under the hammer blows, in colours that change at the heat of the fire; in the forcing of bends, or tips or blades inside it - or against it. In taking it out of the acid, matt - silvery. In polishing it with Love. In letting it standing out strong, and contrasting, against fabric and skin and hair: extending lines of force, pushing the beholder's eyes - or yours - deeper, Inside.
It's an Art by itself - even if "minor" and mistreated: and she needs affection. Yes - affection.
Hi!, I'm Davide. I try to be a metalsmith. My other vices was good prose, and is powerlifting.
Now scroll down, pliiz.
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lessons (maybe) learned

two other lessons were:

  • draw more (yes: againe), and 
  • don't plan: do.
then I obviously had a bad (goldsmithery speaking) evening at the studio, where I did wrong to a rectangular bezel three times in a row, and generally couldn't keep focus. So I threw smoke in my client's facebook eyes, distracting her with a blog-post about flowery head ornaments which I randomly found in the morning (here), and then committed myself to the weigths - squatting, deadlifting and lunging until a trembling, feeble dizzyness came around.
At home, I then ate everything.
[then I realized I did something good the same, as one half-assed try at a rolling mill curving of a square-sectioned wire almost single-handedly solved a construction problem: yai!]

the most intricate (2)

Becoming crazy 'round a solder point. Trying the fitting of a bezel, and have the stone blocked snugly inside. Searching for a round anvil to hammer - in the near future - the aigrette's band in a half-round shape: discovering that a 2.5 kilos weigthlifting plate has almost the right diameter. Redoing drawings on and on and on. Trying to buy stones: shops are closed for the summer: fuck you crisis they scream from blind display: go fuck yo'self, they also - quietly - say.

 
But things goes on, and slowly we go back to The Routine: think a lot of time about things, work at the bench, make mistake, think about putting everything back to order, lift heavy things, eat meat, work some more at the bench.

Here's a pic. a lot of work still has to be done, but--

In the meantime: spin-offs: siblings

So this mean - by now - this design is my most successfull one. Here them are: siblings - on a less serious, less professional pic.

[and againe: 18k gold, raw amethyst].

in the meantime: spin-offs

I did this for a friend; she wore it at a birthday party: then she called me: she told me she was wearing a wonderful silk dress that no-one noticed, 'cause everyone was looking at the pendant: and now you have to do two more.





Here it is: 18k gold and raw amethyst. Beautiful when worn on a thin gold chain: a light catcher.

The most intricated

So she asked me two pieces for her sister's marriage, for to wear with a yellow-tinted dress; we opted for a necklace and a bangle. Then she saw Gatsy at the cinema, and fell in love with an aigrette [it took me some time to figure its name: not a tiara, not a diadema: an aigrette]. Obviously I'm not such a powerful stonesetter: so I'm working more on the lines of hammered metal and small cabos: with almost no griffe-settings. Chosen materials are - probably - pinchbeck, chalcedony, peridot, citrine quartz and - maybe? - glass. And a black sapphire if I can find one again.
Here's a picture of the infamous Gatsby aigrette - its real name's "The Savoy Headpiece". Courtesy of the Tiffany tumblr site.



and finally: la prima commissione di giugno!



... che doveva rimaner segreta fin'alla consegna.

E' una catena in argento sterling d'una sessantina d'anelli tondi, esagonali e medagliettiformi [?], e arricchita da una ventina di pietre da 5 mm - peridotti soprattutto, e poi citrini e zaffiri neri - in castoncini a tubo saldati all'interno degli anelli; la chiusura libera è "pensata" perché il pezzo possa essere portato come collana d'un unico giro, collana di due giri, o come bracciale. Per me - schiappa della fotografia - risultava assolutamente infotografabile.

varie dal fine settimana


[...] spedire infine la Prima Commissione di Giugno: qui solo un dettaglio, ché disvelarla ancora non si può; fare piccole fusioni, di dodici grammi in dodici grammi, di argento 925, mentre fuori ci sono trentacinque gradi e una umidità insostenibile, e portare la temperatura del laboratorio a quaranta, di gradi; tentare di comprare un quarzo rutilato in taglio cabochon enorme, bellissimo, che venerdì ho visto, e solo nella notte tra venerdì e sabato ho realizzato dove ci sarebbe stato a perfezione: ma il vecchio del negozio di minerali non lo trova più [sic.], e mi tocca tornare lunedì; fare una scappata sul passo di V***, e recuperare una borsa d'un materiale minerale bizzarro; provare a molare, prima, a cartavetrare e spazzolare poi, questo materiale bizzarro: non capirci molto, però è interessante; ricevere una telefonata foriera di Cose Notevoli, Molto Notevoli [cfr. successivamente]

Almeno Dodici Cose Che Ho Imparato Ottemperando alla Seconda Commissione di Giugno

  1. L'importanza di prendersi per tempo; l'importanza di prendersi per tempo: l'importanza di prendersi per tempo.
  2. A usare sostanze ossidanti buffe dai nomi minacciosi [cfr. foto] conviene usare i guanti; altrimenti risulta la pelle dei polpastrelli buffa anch'essa, calda e frizzante.
  3. A mostrare a una donna una foto di due specie di pietre bén distinte, essa eleggerà a preferenza comunque la più costosa [occhiolino!].
  4. Ha fatto bene il Mentore il sabato stesso che avevo da recuperare DI CORSA 'ste due ametiste per la Seconda Commissione di Giugno - e il completo per il matrimonio da ritirare in sartoria e le scarpe? e la Commissione stessa da finire e mille cose da fare prima che i negozi chiudessero per il finesettimana - ha fatto bene a sgridarmi per la poca [mia] imprenditorialità, e convincermi quindi a comprare un filo intero di ametiste bizzarre: mentre io tignoso stavo lì a pensare dove'altro avrei potuto comprarne solo due, solo le due che mi sarebbero servite; ma ora ho una ciotola piena di ametiste bellissime.
  5. Dopo aver lasciato per una notte uno straccetto di tela di dimensioni risibili sul piano del banco - questo straccetto avendolo usato per ossidare [con la sostanza buffa dal nome minaccioso] la Seconda Commissione di Giugno - mi sono ritrovato un brunitoio, il codolo di una lima e un lato del tassello buono ricoperti d'una ruggine marrone, opaca e tignosissima a togliere: che fastidio; e pure la zincatura del piano del banco ha avuto da ridire.
  6. Quando impari certe dinamiche, certi movimenti, e certe attenzioni, il tempo in laboratorio non sembra più trascorrere così veloce, insicuro e ingolfato.
  7. Più precisione.
  8. Guardare il singolo colpo d'attrezzo - di lima, di carta abrasiva - e il metallo: come reagisce, la geometria delle facce che prende e come queste riflettono la luce; è tutto gradualmente più soddisfacente.
  9. [per quanto il metallo ammaccato, certi colpi malgraziati, certi errori, e piccolissime discontinuità nella lega - queste cose, a osservarle, mostrano alcune possibilità potenti.
  10. Anche i castoni a tubo: più-pre-ci-si-,-ca-zzo.
  11. Ci sono delle cose importanti che devi fare con musica il più neutra possibile in sottofondo distratto: roba che t'entri da un'orecchia e t'esca dall'altra, come ci insegnava il pittore a scuola; e altre invece che puoi portare a compimento felice anche con musica da pogo negli auricolari a volume eccessivo; e non è detto che le seconde siano per forza le più familiari, o meccaniche.
  12. [ci vorrebbe un trucco per non sapere di avere eventualmente qualche ora in più per rimediare a'cappelle, pur'intimamente sapendolo]
  13. [e comunque prima o poi a farti le foto da solo a'pezzi dovrai imparare]

la seconda commissione di giugno, revealed!

la seconda commissione di giugno nasce in realtà a inizio anno, a Venezia, di fra mezzo fumi potenti di negroni: quando in campo Santa Margherita il futuro sposo di un'Amica mi chiede una replica di "certi orecchini longobardi a forma come di bambolina visti in un museo di Roma" [sic.], da regalarle appunto al matrimonio - a giugno. Seguono ricerche, alla biblioteca del Selvatico e a quella della Scuola dell'Arte della Medaglia eccetera, a Roma: e raccatto misure, dati tecnici, qualche foto orrida in bianco e nero, e una a colori [qui]. Si decide - con la committenza -  di darci una semplificata, a questi orecchini, e una "ripulita" stilistica. Semplifico, ripulisco, faccio disegni e progetto.

Poi mi prendo in ritardo, tergiverso tantissimo, e riesco a recuperare le pietre grosse solo due giorni prima del matrimonio [nel tardo pomeriggio di sabato], e riesco a finire gli orecchini giusto la sera prima di partire per la Sicilia, e per la cerimonia: ma mi spostano l'aereo di qualche ora in avanti: e quindi non avrò tempo, a Messina, di raccattare una scatolina carina per metterceli dentro, poveri; e li infilerò alla meno peggio in una foglia carnosa piegata a metà e ingraffettata con la cucitrice, che originariamente conteneva un paio di pugnetti di riso da tirare agli sposi.
Ma insomma, in fine, eccoli qua. Argento 925 ossidato e pietre, nove centimetri circa di lunghezza; le pietre sono, dall'alto al basso: ametiste taglio cabochon, citrini e peridoti a taglio rotondo, ametiste martellate d'o Brasile, forate.



[e domani - od insomma quanto prima - Almeno Dodici Cose Che Ho Imparato Ottemperando a Questa Commissione]
[e la foto ultima, quella museale, è di Gualtiero]

la seconda commissione di giugno


altre pietre quindi per la seconda commissione di giugno: che sarà illustrata abbondantemente ad un certo punto. E allora, nella palettina da gemmologo: due ametiste in guisa di cabochon; i soliti citrini e peridoti a taglio rotondo; e due pezzi di ghiaccio, o di vetro, se il tipo mi ha fregato*; in realtà due ametiste martellate, forate da-parte-a-parte, da due centimetri di lunghezza.

* su questo, oltre

come piovesse



e anche castoni-a-tubo come piovesse [domenica, questo]: una sbrancata di fette di tubo da 4 e da 5 mm dopo una passata in acido, pronti per'esser'saldati; e i 19 castoni finiti, in attesa d'essere saldati al pezzo e accoglier'quindi citrini, peridotti e zaffiri neri.

citrini e peridotti


per nuovi lavori commissionati - ma con estrema libertà creativa - dieci citrini (a sinistra) e dieci peridoti (a destra) a taglio rotondo da 5mm di diametro; e dal gemmàio di Padova la busta di carta lucida che conteneva i perìdoti in realtà aveva-su scritto "peridotti": so demodé-